Cose nuove, Liberato, il Primo Maggio e gli effetti della crisi

Mario Vargas Llosa, premio Nobel per la letteratura, a Siviglia, nel novembre del 2008 disse: “La crisi economica avrà almeno un effetto positivo, quello sulla letteratura”.

Guardo sempre con sospetto i disfattisti. Sto parlando di quelli che vedendo il Primo Maggio di quest’anno hanno storto la bocca, ricordando magari i bei tempi andati di quando sul palco c’erano i Litfiba e a presentare Vincenzo Mollica (proprio dei bei tempi eh?). Il più delle volte sono gli stessi che affermano che Liberato è il male, non rendendosi conto del memorabile periodo che la nostra musica sta vivendo. Senza nulla togliere alla musica di qualche anno fa o alle passate edizioni del concertone di Roma – lungi da me – voglio un momento soffermarmi sullo stato attuale dell’arte, anche dopo gli ultimi avvenimenti.

Ogni lunedì per Sei tutto l’indie di cui ho bisogno vi segnalo una canzone, un brano che vale la pena riscoprire, a volte delle vere e proprie perle, spesso un po’ dimenticate, della musica indipendente italiana. Questo giro ero tornato indietro nel tempo, precisamente fino al 1999, alla scoperta di uno dei brani forse più autobiografici del Morgan di quegli anni: “La crisi” dei Bluvertigo. “Quando inizia una crisi è un po’ tutto concesso, quasi come a carnevale”: ed è proprio così che accade in qualunque forma d’arte. Succede non solo a chi larte la fa, ma anche a chi la fruisce: improvvisamente si sente il bisogno di cose più sincere e che rappresentino la propria domanda e il proprio disagio nel modo più semplice e diretto possibile. Semplicità e franchezza però non precludono la profondità, anzi spesso la favoriscono. Il discorso di Mario Vargas Llosa può essere esteso anche alla musica e a ogni altro ambito artistico e creativo. Qualcosa di molto simile a un “è dalla merda che nascono i fiori”, ma molto più profondo e decisivo. La crisi è un momento prezioso in cui le cose davvero importanti diventano fondamentali e quelle superflue tendono a svanire. Si tratta di una sorta di fase purificatrice, in grado di ristabilire le priorità della nostra esistenza.

Mentre scrivo vorrei cercare di andare più che posso oltre la superficie delle cose. Oltre ad esempio a Le Coliche che ci stanno scherzando su egregiamente: con la storia del quartiere generale indie e i supergruppi concepiti da Tommy Paradise. Oltre anche alla cultura del meme, per il quale l’ambiente musicale nostrano, più o meno indipendente, è una specie di pozzo di San Patrizio a cui attingere continuamente. Senza gridare al miracolo, ma restando con i piedi per terra, il più possibile oggettivi, osservando la scena attuale non si può restare indifferenti di fronte alla sincerità di molti dei suoi componenti. Un esempio potrebbe essere il momento in cui Lo stato sociale, Cimini, Cato dei Bluebeaters, Fabio Rondanini dei Calibro 35, Aimone Romizi dei Fast Animal and Slow Kids e Willie Peyote e Francesco Bacci degli Ex-Otago hanno omaggiato gli Skiantos con “Sono un ribelle mamma” e “Mi piaccion le sbarbine” oppure, in modo ancor più netto e deciso, il volo di Cosmo durante il suo live nel tentativo di stage diving, e i suoi ottanta chilogrammi di realtà sulle teste di quelli delle prime file.

In effetti non bisogna mettersi tanto a cercare: i fatti sono ben nitidi attorno a noi. L’ultima puntata di “Brunori Sa” è un altro degno esempio, con gli ospiti Maria Antonietta e Iosonouncane e la meraviglia di certi duetti, che è un vero peccato sia già finito il contributo di Brunori Sas per Rai 3. O ancora, che lo si voglia o no, il concept Liberato – perché di vero e proprio concept si tratta – che è riuscito a smuovere le acque sempre troppo ferme e autoreferenziali della musica nostrana, attirando l’attenzione anche dell’estero che è sempre così – mi verrebbe da dire giustamente – diffidente riguardo le cose che produciamo in Italia. A tal proposito se non potrete essere a Napoli il 9 maggio, ad assistere al live di Liberato sul lungomare, potete ritornare il 9 maggio e nei giorni successivi su questo post per essere aggiornati su tutto quello che potrebbe accadere durante il live.

Tutto questo brulicare di più o meno nuove realtà, e la conseguente attenzione sempre crescente dei media verso di esse – come ad esempio nei confronti di Calcutta, il Cassano dei cantautori, che uscirà con il nuovo disco il prossimo 25 maggio, fa riflettere sugli effetti che possa avere avuto la crisi politica e economica del nostro paese. Ovviamente lo dico in senso marcatamente positivo. Al Primo Maggio, del resto, erano presenti solo una parte dei rappresentanti della generazione attuale. Il sottobosco però è ben vivo e ricco di una serie numerosissima di progetti di maggiore o minore spessore, caratterizzati da un tasso di “indipendenza” e di “homemade” più o meno elevati. Al MI AMI, ad esempio, come ogni anno da molti anni ormai – ci sarò anche io – troverete altri esempi meritevoli di questa scena verace. E nel prossimo post qui su Stormi parlerò proprio di questo.

Numerosi i nuovi dischi usciti a cominciare da quella che considero una vera e propria promessa – e devo dire che ha retto le aspettative – Lucia Manca con “Maledetto e Benedetto”, un tuffo concreto indietro nel tempo che però grida letteralmente al nuovo. Sono stato invece deluso a tratti dal nuovo disco degli A Toys OrchestraLUB DUB”, mi aspettavo più varietà e un maggiore senso di maturità. E poi ancora mi hanno colpito i Ratafiamm con il disco “Tourist you are the terrorist” e Franek Windy con “Da qui esce un suono bellissimo”, già segnalato con il suo singolo nello scorso post di Stormi. Degno di menzione anche Bruno Belissimo con “Ghetto Falsetto”.

Come sempre sapete che mi piace smistare le nuove uscite, dividendo ciò che è buono, da ciò che forse lo è meno o non lo è per nulla.

Di seguito i promossi:

Le Luci della Centrale Elettrica
Chakra
A più di un anno di distanza il videoclip ufficiale. Una sola parola: poesia. Come quasi tutte le cose che passano per le mani di Vasco Brondi.

Megha
Madagaskar
Nonostante il rischio di piattezza ha un suo perché.

Vacca
Asmara
Produzione di livello. Nettamente sopra la media di molti dei suoi simili.

Scarda
Bianca
Interessante ritorno. Atteso e che per ora mantiene le promesse.

Tommaso Tota
Tachiflu
Il pericolo di ritrovarsi con un clone di Galeffi e affini è alto. Eppure funziona.

Effenberg
Atlantica
Appena uscito. Difficilmente qualcosa prodotto da lui mi delude.

Sacramento
Love
Mi vengono in mente un sacco di parole. La prima è lontananza, l’ultima è ricordo.

Kick
Marmalade
Massive Attack? Quasi. Molto ben fatto.

Auroro Borealo
Trentenni pelati
Sommariamente geniale. Attenzione: può stordire.

I miei migliori complimenti
Inter – Cagliari
Suoni nuovi e livello alto. Mi piace.

Martina May
Stavolta no” e “Quando lei non c’è
La prima molto meglio della seconda. Anche se sarebbe da bocciare di nuovo, si salva in extremis per Stavolta no”, che potrebbe far ben sperare.

Liberato
Intostreet
Il primo nuovo singolo in ordine temporale di Liberato. Forse di un livello leggermente più basso del secondo. Concept assolutamente perfetto. Sia nella genialata dell’intreccio connesso, che nella scelta delle location e dei personaggi. Difficile scindere le immagini alla musica.

Liberato
Je te voglio bene assaje
Il titolo probabilmente è il più classico della musica napoletana di tutti i tempi. Anche se entrambi i singoli denotano forse un calo lieve nel livello della produzione dei brani che li hanno preceduti, come si fa a non volergli bene assaje?

Frah Quintale & Giorgio Poi
Missili
Un vero gioiello. Le due voci, nelle loro diversità, si completano magnificamente. Chi dovesse non apprezzare uno dei due per qualche oscuro motivo, qui non può fare altro che sorvolare e godersi il brano. Qualcuno nella rete ha gridato alla nuova “Oroscopo”.

Dardust
Sublime
Difficile smetterete di ascoltarla. Parti prevenuto, arrivi soddisfatto.

Lamarck
Deficienze
Un’identità abbastanza definita. Per questo promosso, anche se spero in qualcosa di migliore in futuro.

Laneve
9564
Ho notato che la produzione rispetto agli ultimi brani si è fatta ancor più curata. Brano promosso sicuramente, anche solo per il mood che si respira.

Bouganville
Caterina
Sottofondo di sensazioni punk. E questo basta per promuoverlo.

E i bocciati:

Cor Veleno
Shut tha fuck up
Tanto rumore per nulla.

Mahmood
Uramaki
Piatta. Decisamente.

Ombre Cinesi
Tanto lo so che te ne andrai
Fastidiosa. Sia nella voce che negli arrangiamenti. Chissà se si riprenderanno.

Santii feat. Mick Jenkins
Twenty
Arida. Non mi ha emozionato per nulla.

KuTso
Che effetto fa
Abbastanza insulso e banale. Basta ascoltare.

Cri + Sara Fou
Il vizio
Un vero peccato perché lo spessore c’è, soprattutto a livello di voce. Ma l’arrangiamento è totalmente sbagliato.

Alfiero
È arrivato Christian
Strofa enorme, sul serio, ma ritornello deludente. Peccato perché c’è stoffa.

Ricordo che il mio blog personale Stormi è anche su FacebookInstagram e Spotify, dove trovate una playlist con dentro le cose migliori che ogni settimana segnalo.

Di seguito poi vi riepilogo gli appuntamenti fissi che curo e che potrete trovare qua e là sul web:

  • Paese”: il recap delle novità migliori italiane per quel sito bellissimo che è Dance Like Shaquille O’Neal, a cadenza quindicinale.
  • Door Selection”: per Le Rane, il venerdì o il sabato, ogni una o due settimane. Qui scelgo due argomenti e li sottopongo a una vera e propria selezione all’ingresso.
  • Per Sei tutto l’indie di cui ho bisogno l’appuntamento il lunedì sera con Cosa mi manchi a fare”, perle della nostra musica un po’ datate, ma insuperate nel valore, che vale la pena riscoprire.

Vi rinnovo il mio invito a tornare su questo post il 9 maggio e nei prossimi giorni per restare aggiornati sul live di Liberato sul lungomare di Napoli. Qualunque cosa accadrà.

*** AGGIORNAMENTI DAL LIVE DI LIBERATO A NAPOLI ***

Da alcune indiscrezioni parrebbe che, al tramonto, il cantante e tre sosia, proprio come al primo live al Club To Club a Torino, saliranno sul palco della Rotonda Diaz. I quattro saranno vestiti in modo del tutto identico per depistare l’identità del vero Liberato. Lungomare al momento totalmente blindato. Si prevede un’affluenza di 10.000 persone.

Il soundcheck di poco fa alla Rotonda Diaz:

Intorno alle ore 18.00 i Nu Guinea, che apriranno il concerto di Liberato, pubblicano una foto dal retro del palco:

Nu Guinea

Da fonti attendibili sembrerebbe che i Nu Guinea inizieranno a suonare alle 19.30.

Liberato invece dovrebbe raggiungere e abbandonare il palco via mare grazie a un gommone che attraccherà sul lungomare intorno alle ore 21, orario in cui l’anonimo dovrebbe iniziare il suo concerto, che durerà circa fino alle 22.

Diversi disagi alla circolazione in città. Il concerto è letteralmente blindato. Presenti sul posto metal detector, non è permessa alcuna macchina fotografica professionale, così come i bastoni da selfie. Attese più di 10.000 persone.

Liberato

Più o meno intorno alle 20.30 Liberato ha raggiunto in barca la Rotonda Diaz. Accompagnato da addirittura sei sosia incappucciati.

La live di Liberato dal gommone:

C’è chi dice che al concerto siano accorse circa 20.000 persone.

Ha strappato un sorriso il commento del cantante alla vista del suo pubblico: Uè, uè, comme cazz’ site bell!”, parole pronunciate da sotto il fazzoletto che gli copriva il volto. 

In scaletta i pezzi usciti in questo quasi anno e mezzo di attività.

Ouverture ovviamente con Nove maggio. Segue Intostreet e Te voglio bene assaje”. A sopresa un accenno di Quanno chiove” dell’indimenticabile Pino Daniele poco prima di proseguire con Gaiola portafortuna” e “Tu t’e scurdat’ ‘e me”.

Foto di Giuseppe Di Mauro
Foto di Giuseppe Di Mauro
Foto di Alberto Marescotti

Il concerto è durato circa trenta minuti. Qui il video completo:

Il prossimo appuntamento live di Liberato sarà il 15 giugno al Sonar Festival di Barcellona.

💙JE VE VOGLIO BENE ASSAJE 💙

A post shared by LIBERATO (@liberato1926) on

***

Per il resto per questa volta è tutto. Vi lascio con le parole di Morgan, ricordando a me e a voi di non disperare quando siamo un po’ giù o in un periodo in cui sembra andare tutto per il verso sbagliato.
Perché: molto spesso una crisi è tutt’altro che folle / è un eccesso di lucidità”.